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Sono uno psicologo e psicoterapeuta. Il mio approccio teorico è l’Analisi Transazionale, sono socio CPAT come Analista Transazionale Certificato.

Questa pagina nasce dall’esigenza di uno spazio virtuale dove poter condividere riflessioni, spunti o materiale di interesse psicologico oltre a iniziative professionali.

Chi sono

Sono uno psicologo e psicoterapeuta, iscritto all’albo degli psicologi della Lombardia con il numero 03/15558, nato a Milano nel novembre del 1983.

La passione per la psicologia è sbocciata all’ultimo anno di liceo, quando ho conosciuto Freud tramite le letture che il professore di storia e filosofia propose alla classe: “il disagio della civiltà” e “Totem e Tabù”; da quest’incontro è scattata in me una molla, che mi ha portato ad intraprendere gli studi di Psicologia. Mi sono quindi iscritto all’università Milano-Bicocca, dove ho scoperto altre aree di studi ed altri autori, come in fondo è auspicabile che succeda in un corso di laurea. Mi sono appassionato alle Neuroscienze, filone di studi ad oggi molto florido, e che ho cercato di approfondire con il tirocinio post lauream, ed in seguito, con alcune frequenze volontarie, svolgendo attività clinica e di ricerca neuropsicologica. Come molti studenti neo laureati non avevo le idee chiare su cosa fare “da grande”. Ho cercato quindi uno sbocco lavorativo più immediato e l’ho trovato nelle comunità terapeutiche. Ho avuto una prima breve esperienza in una struttura residenziale per tossicodipendenti e poi in una comunità a media protezione psichiatrica. Queste sono esperienze che mi ha fatto imparare tanto sul come rapportarmi con le persone, ascoltarle e comprenderne i bisogni.

Sono una persona tranquilla e pacata, ed in questo lavoro ho scoperto che queste sono qualità che aiutano le persone a raccontarsi, sentendosi compresi anche quando l’intensità emotiva del discorso va ad intaccarne la logica, rendendo le parole e le frasi difficili da capire. Ma non parliamo solo con quelle. Parliamo anche con il corpo, con le espressioni del volto, il tono della voce, parliamo con le emozioni, che anche se non vogliamo in qualche maniera si esprimono ed arrivano a chi ci ascolta.

L’esperienza del lavoro in comunità è stata molto stimolante e mi ha portato a riprendere la formazione. Mi sono quindi iscritto ad una scuola di psicoterapia, ad indirizzo Analitico Transazionale, e mi sono specializzato nel novembre 2018.

Ad oggi, da circa un anno mi occupo di consulenza e supporto psicologico per bambini, adolescenti ed adulti. Per prenotare un primo colloquio consultate la sezione contatti.

Di cosa mi occupo

Sono uno psicologo ,  in generale mi occupo di  promuovere il benessere psicologico delle persone. Questo può voler dire diverse cose, dall’aiutare una persona in un momento di difficoltà personale o nelle relazioni ad un più semplice aiuto nel far chiarezza riguardo a qualche dubbio, dell’orientamento. Indipendentemente da quella che sia la domanda il lavoro avviene nella relazione. Nessun uomo è un’isola, scriveva John Donne qualche secolo fà, questa affermazione sebbene datata è pur sempre valida e le difficoltà personali spesso trovano manifestazione nelle relazioni.

Il mio approccio al lavoro con le persone si ispira all’okness, tipica del mio indirizzo, ma questo cosa vuol dire?

Significa cercare un rapporto simmetrico con le persone, si è in due nella stanza della terapia, due esperti, uno è esperto di teorie e tecniche psicologiche, l’altro è il maggior esperto di sé stesso. Un rapporto paritario, tra due esperti, che contrattano un obiettivo comune di lavoro. L’analisi transazionale viene definita come “una psicoterapia contrattuale” (Berne, 19661; Steiner 19742; Wollams e Brown 19783) proprio perché il contratto è uno strumento sia terapeutico sia di tutela per entrambe le parti. La parte di tutela è più evidente, accordarsi su dei punti in modo esplicito evita malintesi e fraintendimenti, proteggendo sia il professionista sia il cliente.  La funzione terapeutica può essere meno evidente, ma è di cruciale importanza: mettere a fuoco un problema su cui concentrarsi per un certo periodo trasforma il disagio portato dal cliente in un concreto oggetto di lavoro, che viene definito, insieme, nel lavoro terapeutico, in modo da poter fissare degli obiettivi realistici per poter affrontare queste difficoltà, evidenziando anche quelli che possono essere i modi in cui ci si possa anche autoboicottare.

Solo insieme si riesce a lavorare sui problemi e sulle difficoltà che portano a richiedere l’intervento.Mi propongo per consulenze, diagnosi e sostegno sia per adulti che per bambini ed adolescenti in età evolutiva. Mi occupo inoltre di valutazioni e riabilitazione neuropsicologica, per problemi di memoria, attenzione, linguaggio.

Le difficoltà che mi vengono portate più spesso sono ansia, depressione, attacchi di panico, difficoltà relazionali e stress legato al lavoro. Alcuni problemi impattano di più sulla vita quotidiana, portano a scontri con le persone vicine, i colleghi, i parenti. Altri problemi magari portano ad una chiusura, un lento ritirarsi in sé stessi e nel proprio mondo. Alcune difficoltà possono essere legate a eventi stressanti o esperienze traumatiche, altri legati modi di vivere le relazioni sociali che sono stati utili in un momento del passato ed ora finiscono con l’essere d’ostacolo ad una vita piacevole e serena.


1 Berne E. (1966), Principles Of Group Treatment, Oxford University Press, New York.

2 Steiner C. (1966), Script and Counterscript, Transactional Analysis Bullettin, 5, n° 18.

3 Woollams S., Brown. M. (1985), Analisi Transazionale. Tr. it Ed. La Cittadella, Assisi.

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